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venerdì 22 ottobre 2010

Case ecologiche DOMESPACE


La Domespace è una casa circolare in legno, attualmente utilizzata come abitazione-showroom, firmata da Patrick Marsilli che si è ispirato all’architettura sacra delle cattedrali e delle piramidi.
A partire dal 1989 Marsilli ne ha fatti costruire circa cento modelli, soprattutto in Francia. Carattere peculiare di questa casa è la possibilità di farla ruotare in base alla posizione del sole. La rotazione può avvenire manualmente o con un telecomando, nei due sensi fino a 320°. La sua struttura è composta da legno non trattato proveniente da piantagioni sostenibili, mentre per il tetto è stato utilizzato legno di cedro rosso. Domespace sfrutta energia solare passiva d’inverno, con il supporto di un camino centrale e nei mesi estivi il fresco è garantito dal sistema di ventilazione incrociata all’interno della casa.
www.domespace.com

mercoledì 13 gennaio 2010

L'edificio più brutto del mondo.
















Edilizia: arriva l'edificio a uovo con 'occhi di mosca', per un minor consumo energetico.

Una nuova struttura bioclimatica, biocompatibile ed energeticamente autosufficiente che grazie alla sua forma ellittica e al suo orientamento sfrutta le risorse ambientali. 'L'uovo di struzzo con gli occhi di mosca'. E' questo il nome dell'edificio progettato dall'architetto Giuseppe Magistretti, che ha dichiarato: "A mio avviso l'importanza di questo progetto ancora non e' stata capita".
Speriamo bene...

da Adnkronos.it - CLICCA QUI

venerdì 18 dicembre 2009

Un sito web per calcolare l' impatto ambientale degli edifici

Greenfootstep.org è un sito web che offre agli architetti e agli ingegneri, ma anche a tutti coloro che vogliono sapere quanto il proprio edificio contribuisce al riscaldamento globale, un calcolatore virtuale in grado di stabilire gli obiettivi di progettazione richiesti per ottenere un edificio carbon neutral, sia nelle nuove costruzioni che nelle riqualificazioni. Il tool di Green Footstep valuta l'impatto ambientale per siti in fase di progettazione, costruzione o già operativi. Aiuta i progettisti nel decidere gli obiettivi in fatto di emissioni e rivela quali sono le leve più efficaci da utilizzare per guadagnare crediti nei sistemi di rating Green Building. Può essere utilizzato durante la pre-progettazione e poi, periodicamente, nel corso della progettazione, per testare possibili modifiche che aumentino le opportunità di risparmio energetico e ambientale. Ma può anche essere utilizzato semplicemente per conoscere l'impatto ambientale della propria abitazione.

CLICCA QUI

lunedì 30 novembre 2009

Disponibili le linee guida per “Green Home” del NAHB

l NAHB (National Association of Home Builders), associazione attiva fin dal 1942, ha reso disponibile on line la pubblicazione “NAHB Model GREEN Home Building Guidelines”.
Questa pubblicazione contiene indicazioni utili per i professionisti e le imprese interessate alla bioedilizia e alle tecniche progettuali e costruttive.
Gli autori chiariscono che essa non intende, né può, essere esaustiva e l’approccio proposto non può essere considerato l'unico possibile alle tecniche della bioedilizia.

Per scaricare il pdf (in inglese) da Nahbgreen.org - CLICCA QUI

mercoledì 4 novembre 2009

Sicurezza in Classe A

In occasione del Saie di Bologna, gli artigiani del gruppo Costruttori CasaClima Südtirol tornano in Fiera con un'installazione di grande impatto visivo e concettuale: CasaSicura in Classe A, in mostra nel Padiglione 14 all'interno del percorso della sostenibilità. Si tratta di un edificio "fatto a fette", o meglio a spicchi, che mostra alcune delle principali tecnologie costruttive in grado di coniugare efficienza e sicurezza. Un progetto che nasce dalla collaborazione con il Master CasaClima dell'Università di Bolzano, con Bolognafiere e con CASA&CLIMA

da Casaeclima.com - CLICCA QUI

lunedì 12 ottobre 2009

Consigli per gli acquisti

















A cura di Norbert Lantschner
LA MIA CASACLIMA
Progettare, costruire e abitare nel segno della sostenibilità
336 pagine | cartonato
Illustrato | 21,5 x 30,5
Euro 39,90 | CHF 64,50
ISBN 978-88-7283-343-8
Edition Raetia 2009

mercoledì 8 luglio 2009

South Face by Massimo Iosa Ghini



Qualcuno pensa che sia un contributo utile? Io no.
Comunque la pensiate, se volete sapere di cosa si tratta CLICCATE QUI


sabato 25 aprile 2009

Mario Cucinella



«La casa da 100mila euro, a basso costo, a misura di desiderio, a basso impatto ambientale, è un bello slogan. A me piace però pensare che sia soprattutto un buon progetto. Un'architettura di tante architetture».

Mario Cucinella, 48 anni, nato a Palermo, cresciuto a Genova dove ha fatto parte del team di Renzo Piano, passato per Parigi e adesso di base a Bologna, non è un'archistar a cui piace mettere la firma su progetti avveniristici. Non si atteggia da celebrità, insomma, come tanti colleghi. Capita persino di non trovare il suo studio, che è il classico open space: ti aspetti un indirizzo almeno un po' glamour e invece arrivi alla sua bottega attraverso il cortile di un'azienda che vende impianti idraulici. Non è nemmeno uno che alza la voce, Cucinella: gli piace parlare piano, con il tono del ragionamento. Eppure il suo progetto per una casa da 100mila euro è un urlo contro il conformismo di tante costruzioni. Un'idea, spiega, che gli è venuta per «provare a dare qualcosa di diverso a un mercato che propone solo edilizia speculativa».

LA CASA DA 100MILA EURO è stata presentata la prima volta nel 2007, quando ancora i mutui subprime servivano per coronare un sogno e non erano un incubo. Sembrava un'originale fuga da un mercato, quello italiano, che allora quotava un alloggio tipo di 100 metri quadrati 263.600 euro. «Tutto il mondo costruito, l'abitare», spiega ancora Cucinella, «consuma e produce molta più anidride carbonica dei trasporti e dell'industria, settori che da anni sono monitorati e hanno preso l'impegno a ridurre il loro inquinamento. L'abitare invece è fermo, forse anche perché l'energia di un edificio non si vede, non ha un valore estetico, dunque è snobbata. Ma se diventasse un'opportunità creativa, una nuova forma di bellezza?».

Si è posto la domanda e ha cercato le risposte, Cucinella. Lui che, parafrasando Mies van der Rohe e il suo celebre less is more, ha come motto personale more with less, di più con poco; lui che stupisce i suoi studenti universitari facendoli esercitare con gli spaghetti perché la fragilità delle costruzioni fiventi per loro un concetto familiare, quasi fisico; lui che guida un team in cui oltre agli architetti impegnati sui progetti ce ne sono altri dedicati solo alla ricerca sull'energia.

Basta fare dei semplici conti: «La spesa media mensile di una famiglia è di 2461 euro (fonte Istat). Di questi, il 5 per cento, dunque 123 euro, sono destinati a combustibili ed energia elettrica. Soltanto in elettricità il consumo medio per unità abitativa è di circa 3000 chilowattora all'anno. Se la singola casa diventa una piccola centrale produttrice di energia, con 70 metri quadrati di tetto piano a disposizione per un impianto fotovoltaico, in alcune zone d'Italia particolarmente soleggiate si arriva a coprire totalmente il fabbisogno».

Tra alloggio e consumi energetici (i quali, tra l'altro, producono 6200 kg di CO2 all'anno), con l'edilizia tradizionale in vent'anni si spendono 300.500 euro. Il progetto Cucinella si ferma a 81mila euro (considerando gli incentivi governativi "conto energia"), senza nemmeno un chilo di emissioni.

«Ho analizzato pure uno studio del Wwf e della Makno», continua Cucinella: «Alla voce risparmio energetico, noi italiani siamo secondi solo agli svedesi. Non siamo distratti come si dice, semmai ci serve una prospettiva diversa. Che potrà arrivare quando ci sarà un decreto che riconosca il valore del fotovoltaico: in quel momento non avremo più un mercato di nicchia ma un movimento di massa. La gente capirà e apprezzerà la possibilità di pagare metà del mutuo con un'abitazione trasformata in una micro centrale di energia».

Ovviamente, le famiglie da sole non possono innescare questa rivoluzione. E infatti Cucinella corteggia allo stesso modo costruttori ed enti locali: agli uni chiede di ridurre le pretese senza per questo rinunciare ai loro profitti; agli altri presenta l'opportunità di valorizzare non solo terreni ma interi quartieri.

Valorizzare e riqualificare. Il tutto senza confinare la gente in casermoni che ancor oggi diremmo popolari: «La mia idea è piuttosto quella di proporre una casa tipo Ikea: alto livello di design a basso costo, accessibile a tutti. Sono convinto che sia un'espressione di grande democrazia portare il design nella vita di ogni giorno. Non dobbiamo lavorare nell'esclusività».
da Wired.it