giovedì 18 novembre 2010

Da Bruxelles e Roma, nuovi fondi per la sostenibilità


Con l’approssimarsi della fine dell’anno, giungono dal Parlamento Europeo e dal Ministero dello Sviluppo Economico nuove possibilità per ottenere risorse finanziarie utilizzabili nei settori dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili, della ricerca e dell’innovazione.

da tekneco.it

Ecobonus 55% da 1,8 miliardi


ROMA - Quasi 1,8 miliardi da spendere in 10 anni. È quanto vale la proroga dell'ecobonus del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici e abitazioni. La possibilità di utilizzare l'agevolazione fino al 31 dicembre 2011, diluendola in 10 anni e non più in 5, alla fine ha trovato posto nell'emendamento depositato dal relatore Marco Milanese (Pdl). Entro domani, secondo quanto deciso dalla capigruppo, l'aula della Camera licenzierà il testo del ddl senza voto di fiducia, dopo che ieri ha affrontato la legge di bilancio.

da ilsole24ore.com

mercoledì 17 novembre 2010

Ecobonus, quasi certo il ritorno. Si "spalmerà" su dieci anni


Il vice ministro all'Economia Giuseppe Vegas ha detto che dovrebbe essere reintrodotto già alla Camera con un emendamento alla Legge di stabilità. La detrazione potrebbe passare dal 55 al 41%

da repubblica.it

martedì 16 novembre 2010

Ambarabàciccicoccò...


Bonus 55%: attesa in Finanziaria la proroga oltre il 2010

Da oggi in Aula a Montecitorio la Legge di Stabilità 2011. Con un emendamento il Governo dovrebbe prorogare la detrazione.

da Edilportale.com

venerdì 12 novembre 2010

La detrazione del 55% troverà spazio nel decreto Milleproroghe


Il viceministro all’Economia Giuseppe Vegas: ‘i fondi nella Legge di Stabilità, le modalità a fine anno’
Si decidessero!

da edilportale.com

giovedì 11 novembre 2010

J.R., dal petrolio all'energia solare


L'attore Larry Hagman, spietato magnate in Dallas, è il testimonial di una azienda che fa impianti fotovoltaici.

da corriere.it

Salta la proroga della detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.
















Per i Verdi a rischio molti posti nella green economy.

da ilsole24ore.com

Geotermia: nuova centrale nel Senese da 20 MW per 55 mila famiglie


Farà risparmiare 55 mila tonnellate di petrolio ed eviterà l'emissione di 200 mila tonnellate di CO2 all'anno.

da corriere.it

C'E' L'EUROPA....

Edilizia e trasporti nelle priorità energetiche dell'UE. Un piano da 1000 miliardi.

La Commissione proporrà incentivi per ristrutturazioni e risparmio energetico entro la metà del 2011

da casaeclima.com

.... E C'E' L'ITALIA

Vegas: nella legge di Stabilità non c'è spazio per proroga detrazione 55%

Salta l'emendamento di FLI sulla proroga. "Non ci sono soldi", ma per gli analisti costa di più non prorogare.

da casaeclima.com

lunedì 8 novembre 2010

Un new deal per l'ambiente

Mentre si sta ancora spalando via il fango del Veneto dal settore più produttivo d’Italia, il retaggio monumentale della nostra storia si sbriciola sotto le stesse perturbazioni meteorologiche a Pompei. Ma il problema non è la pioggia, e la soluzione più culturale che tecnologica.

Il fulcro concreto del New Deal lanciato dal presidente Roosevelt appena dopo il crollo in Borsa del 1929, fu, non a caso, la messa in sicurezza di un territorio soggetto a frane e alluvioni, pur non avendo una tradizione di manutenzione idraulica e geologica per via di una storia ancora troppo breve.

Non si puntò tanto sull’industria pesante (non ancora legata alla guerra), né su una ristrutturazione agricola (la rivoluzione dei pesticidi era di là da venire), ma sul risanamento delle criticità ambientali, ovviamente con i metodi noti allora: cemento armato a pioggia, interventi duri di idraulica ingegneristica, canalizzazioni e dighe (ottenendo così anche importanti quote di energia). Che non fossero i metodi giusti lo si è capito solo nel 2005, quando Katrina ha messo in ginocchio New Orleans, comprese le opere dei francesi rimodernate durante il New Deal, ma figlie di un modello che obbediva solo alla religione del calcestruzzo. Comunque il Paese fu messo in sicurezza, almeno fino all’attuale crisi climatica che costringe a rifare i conti. E non c’erano tesori archeologici o artistici da salvaguardare.

Il Veneto sotto un buon metro di fango, tutto il Nord-Est alluvionato, Toscana e Calabria in stato d’emergenza si accoppiano, invece, nell’Italia di oggi, con il crollo di Pompei e con quelli passati delle mura aureliane a Roma o della Torre di Pavia (per non paventare quelli futuri di decine di manufatti antichi che stanno risentendo più dell’incuria che non delle piogge violente di queste stagioni). Ambiente e cultura sono i settori in cui gli investimenti governativi sono venuti clamorosamente meno in questi anni di rigore dei conti economici, dettato da una crisi non meno grave di quella del 1929. Ma alcune scelte sono (state) scellerate. Nel 2011 il bilancio del ministero dell’Ambiente è di 513 milioni di euro contro i 1500 del 2008, anno di insediamento del governo Berlusconi. E scenderà a 498 milioni nel 2013. I denari per la messa in sicurezza del territorio dovrebbero essere qui compresi. Un taglio del 60 per cento (!), mentre per i beni culturali il taglio è del 30 e per l’agricoltura «solo» del 20 per cento.

Non si tratta quindi di tagli equamente ripartiti, ma di una scelta precisa che vede l’ambiente e la sicurezza dei cittadini evidentemente trascurati. Mentre l’Italia vede oltre il 50 per cento del territorio nazionale a rischio idrogeologico, chi ci governa pensa che non ci sia bisogno di intervenire in maniera massiccia, dimenticando che 1 euro in prevenzione ne vale 5 in emergenza, perché poi bisognerà comunque intervenire a disastro avvenuto. Eppure se c’è un Paese al mondo che godrebbe vantaggi immensi di un new deal ambientale, una riconversione (questa volta ecologica) che lo porterebbe anche fuori dall’emergenza economica, oltre a mettere in sicurezza il territorio, quello è proprio l’Italia.

Un presidente Roosevelt nostrano che imponesse questa visione del territorio procurerebbe nuova occupazione e diminuirebbe le vittime da frana e alluvione. Interventi di ingegneria naturalistica consentirebbero una messa in sicurezza flessibile, che protrarrebbe i suoi effetti benefici per anni, senza inutili sclerotizzazioni in cemento armato che si rivelano prima o poi dannose. E si può fare: la Versilia oggi riesce a sopportare piogge pesanti e «bombe d’acqua» senza danni e vittime perché, dopo l’alluvione del 1996, ha risistemato il proprio territorio apuano con interventi accorti e ha delocalizzato parte delle abitazioni. Tra il 2011 e il 2013 alla tutela dell’ambiente in Italia (frane e alluvioni comprese) verranno dedicati 400 milioni di euro, cioè il 3 per cento degli stanziamenti della Finanziaria, mentre, per esempio, a strade e alta velocità (non sempre utilissime) si dedica quasi il 40 per cento (4,9 miliardi di euro). Chi può meravigliarsi che questa sia diventata la penisola delle frane?
MARIO TOZZI

da lastampa.it

venerdì 5 novembre 2010

Perché non si applica la SCIA in edilizia


Lavoripubblici.it pubblica una nota di un lettore che da molti anni lavora presso l'ufficio tecnico di un Comune nel quale si occupa di Denuncia Inizio Attività (DIA) da cui risulta la seguente conclusione:

"Si può decisamente affermare che la SCIA di cui al nuovo art.19 della Legge 241/90 non riguarda l'attività edilizia".

da lavoripubblici.it

Ambiente, la scure del governo tagliato un miliardo di euro


Rapporto Wwf: i fondi ridotti del 60 per cento in tre anni. La legge di stabilità sancisce l'agonia del ministero: la penalizzazione più pesante mentre aumenta il degrado del territorio.

da repubblica.it

giovedì 4 novembre 2010

Certificazione energetica, nuove misure in Svizzera


Previsto l'obbligo di un certificato uniforme a livello nazionale e più mezzi finanziari per i Cantoni per le attività di formazione

da casaeclima.com

mercoledì 3 novembre 2010

Efficienza energetica, nuovo piano europeo


Interessati privati, abitazioni, enti locali, trasporti

All'inizio del nuovo anno verra' presentato ufficialmente il nuovo piano europeo sull'efficienza energetica, questa volta dedicato agli interventi su ''scala minore''.

Se e' nelle abitazioni che si concentra il 40% dei consumi, e' necessario che quello del risparmio sia un obiettivo condiviso dai cittadini coinvolti nelle misure, nelle strategie e nei piani nazionali e locali mirati a ridurre gli sprechi, nel settore dell'edilizia, in quello abitativo privato, in quello pubblico, ma anche in quello dei trasporto. Proprio per questo il piano prevede di mettere a punto una rete di accordi con autorita' e poteri locali.

Che potranno coinvolgere anche un altro pubblico cui si indirizzera' il programma, quello delle piccole e medie imprese che non sempre hanno compreso la valenza economica di integrare nei loro piani di sviluppo del business il contenuto della riduzione degli sprechi e dell'inserimento di fattori di innovazione ed efficienza.

Per enti, utenze private, cosi' come le piccole e medie aziende verranno dunque studiate oltre che misure di incoraggiamento ed incentivazione, campagne di sensibilizzazione che riguarderanno l'efficienza, le misure per combattere la dispersione oltre che strategie ''dedicate'' al miglioramento dei trasporti, altro fronte cruciale delle battaglie del risparmio come di quella contro il cambiamento climatico.
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martedì 2 novembre 2010

La detrazione fiscale del 55% sia stabilizzata ed estesa alle P.A.


Lo chiedono le Commissione Ambiente e Attività Produttive della Camera nei pareri alla Legge di stabilità 2011.

da edilportale.com

venerdì 29 ottobre 2010

Usa: la Marina lancia la nave che funziona ad alghe


L'obiettivo è tagliare i consumi di petrolio della metà entro il 2020. Ma i costi sono ancora molto alti.

da corriere.it

Ue, posizione radicale in vista del vertice mondiale di Cancun


L'Ue chiede nuovo trattato con più elevati impegni di riduzione. Usa e Cina contrari, scettici molti altri Paesi.

da corriere.it

giovedì 28 ottobre 2010

Energia: boom delle rinnovabili in Italia segnano un +19%


Secondo il rapporto del Gestore servizi energetici nel 2009 aumentano sia la potenza "verde" che la produzione. La parte del leone la fa la idroelettrica.

da repubblica.it

martedì 26 ottobre 2010

Detrazione fiscale del 55%, FINCO chiede di prorogarla


Il Presidente Mendola: ‘È singolare che una misura di rilevante e positivo riscontro non venga rinnovata e ampliata’

da edilportale.com